Metropolitana di Napoli… altro che spazzatura
Dal 2001, grazie all’iniziativa le stazioni dell’arte, la metropolitana di Napoli è uno degli esempi più interessanti di museo decentrato e distribuito sull’intera area urbana: un percorso espositivo aperto, per una fruizione dinamica di opere artistiche.
Le stazioni metropolitane negli anni hanno ospitato, e ospitano, opere di grandi architetti e designer italiani, tra cui: Alessandro Mendini, Domenico Orlacchio, Gae Aulenti.
CBS Outdoor Italia, leader nella pubblicità esterna e parte di CBS Corporation, ha prodotto una ricerca i cui risultati confermano il prestigio di questa metrò.
Dati positivi sul target che utilizza frequentemente il mezzo: di età giovane-adulta (19-42) e composto per il 65% da decisori d’acquisto. Una audience attiva, che mostra un alto livello di soddisfazione per il servizio offerto (75%), per la cultura promossa attraverso “Le stazioni dell’arte”
(90%) ed anche un alto gradimento per la pubblicità al suo interno (è bella 74%, non è invasiva 71%).
Interessante e da non trascurare anche il focus relativo agli stati d’animo di viaggio, dal quale emergono dati molto positivi: durante gli spostamenti, infatti, gli utilizzatori dichiarano di sentirsi calmi (79%) e interessati a ciò che li circonda (76%).
A livello pubblicitario ciò è particolarmente rilevante considerando l’influenza dello stato d’animo sulla percezione del messaggio. In relazione al rapporto degli user con la pubblicità emerge che:
“Metronapoli ha verosimilmente la capacità di ridurre i meccanismi di difesa degli esposti aumentando l’impatto della campagna”.
Le leve emotive e l’esclusività dagli spazi interni, congiuntamente al target emerso, concorrono in larga parte al risultato ottimale della Call to Action della pubblicità in metro: il 74% del core target afferma di aver reagito alla visione della campagna, informandosi o addirittura acquistando un prodotto (43%).